io conosco la muta felicità
del ginepro steso al sole
dentro al mio giardino
le lucciole danzano
ma il nostro canto è racchiuso
come una lacrima
nella conchiglia
la danza del sangue
lascia fiorire sui prati
oceani di meraviglie
Prometeo
che sfidò Zeus
e amò quelli che muoiono:
il più infelice fra tutti
la solitudine delle querce
d'inverno.
amore, amore:
fra le loro braccia stese al cielo bianco.
ma sta attento che il Mostro ha occhi di Rospo:
ci vede bene al chiaror di luna.
somministrare il suicidio ai deboli di Cuore.
"il bambino è buono!"
"il bambino è cattivo!"
il bambino è Dio.
lo psicologo è l'unico vero profeta.
la verità come assenza di verità, senso, direzione.
la vita come necessità di verità, senso, direzione.
io sono una bomba in continua esplosione e la vostra piccola voce si estingue nell'estasi del mio fuoco
pochi tipi psicologici sono più tristi del critico letterario.
ma il genio che soffre per le pecore è un pazzo.
ha perso di vista il fuoco e ingoia la cenere.
è un genio umile.
feccia.
lei era la regina delle rondini.
bella, inutile, potente.
lei era la regina delle rondini e volava nei cieli, fra i tuoni color limone.
e la volpe addomesticata guardava l'oro dei campi di grano.
il piccolo principe non tornò mai più.
guardava il mare calmo nell'ansa e agitato fra gli scogli.
un sentimento di paura lo colse.
era assurdo e bellissimo.
tutti piangevano per un perchè e volevano uccidere quell'unico che sorrideva senza chiedersi nulla
vivere è troppo importante.
una bambina con le trecce nere tiene per mano una bambola di pezza e mi schiaccia un piede.
e' leggera, non sento quasi niente.
sognavo di entrare nella stanza illuminata.
premevo l'interruttore e chiamavo il buio,
ma il buio non arrivava.
la luce restava accesa.
dimenticare.
non dimenticano forse tutti?
dimenticare.
come il vento tra querce silenziose.
nessuna risposta.
nessun mormorio di fronde.